Le discoteche milanesi "protette" dagli 'ndranghetisti erano i Magazzini Generali, il Codice a barre, il De Sade, e il Borgo dei sensi (ex Parco delle rose)
Le discoteche milanesi "protette" dagli 'ndranghetisti erano i Magazzini Generali, il Codice a barre, il De Sade, e il Borgo dei sensi (ex Parco delle rose), come riportato dall'agenzia Ansa. Locali importanti della movida meneghina, per i quali l'imprenditore che gestiva la società a cui facevano capo aveva chiesto un occhio di riguardo alla cosca calabrese (c'è anche un omicidio).
L'indagine della Procura di Milano che ha portato all'emissione di otto ordinanze di custodia cautelare, parte proprio da un processo per bancarotta fraudolenta a carico di Silvano Scalmana, al quale i boss "avevano offerto anche la protezione dalla giustizia", come ha commentato il pm Paolo Storari nel corso della conferenza stampa alla presenza di carabinieri e Guardia di finanza.
"I quattro dipendenti della società di Scalmana hanno fornito al curatore fallimentare chiare dichiarazioni accusatorie nei confronti dell'imprenditore, ma poi sono stati avvicinati dai boss che li hanno minacciati di ritorsioni in caso avessero raccontato le stesse cose in tribunale. E infatti - continua Storari - davanti al magistrato hanno tutti ritrattato le loro affermazioni".
I locali che avrebbero affidato la gestione della sicurezza alla società SCF di Flavio Scarcella (tra gli arrestati) sarebbero in tutto 17. Oltre ai quattro già citati, l'Academy Musicabaret (Milano), il Cafè Etniko (Milano), il Camana Club (Buccinasco), lo Chandelier (Milano), il Diverso (Milano), l'Indian Soul Company (Rozzano), il Lago Verde (Milano), l'Oasi (San Giuliano Milanese), il Pelledoca (Milano), le Piscine Saini (Milano), lo Streep Club (Milano), il Tunnel (milano) e il Trotto (Milano). L'elenco è riportato nell'ordinanza di arresto firmata dal gip Franco Cantù Rajnoldi.
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